Cultura
Torna Gegè Munari,
musicista col Napoli nel cuore
di Adriano Cisternino
Tornare a Napoli per Gegè Munari non è soltanto un'occasione di lavoro, ma è un tuffo nel suo passato, nella sua infanzia, quando aveva appena dieci anni e ballava il tip tap nei locali per gli americani, prima che il fratello Pierino (scomparso a maggio scorso) gli mettesse le bacchette fra le mani e gli desse i primi rudimenti della batteria, suo futuro strumento di lavoro.

Munari sarà a Napoli venerdì 16 sul palco del Music Art, alla guida di un quartetto che comprende Ettore Carucci al piano, Francesco Lento alla tromba e Vincenzo Florio al contrabbasso.

Nato a Frattamaggiore, ottantaquattro anni a luglio, Gegè vive a Roma ormai da oltre mezzo secolo ed è considerato unanimemente un'icona del jazz italiano. E se tuttora, dopo aver girato il mondo ed aver accompagnato i più grandi jazzisti, europei ed americani, si diverte ancora a guidare una band ed a incidere dischi vuol dire che è immutata la sua vitalità fra piatti e tamburi.

"Con questo gruppo - spiega - suoniamo insieme da almeno quattro, cinque anni ed abbiamo inciso anche un disco di standard americani, dal vivo all'Alexanderplatz di Roma".

Il jazz, naturalmente, e il Napoli le passioni della sua vita: "Da ragazzo giocavo nell'Interfrattese - racconta - e me la cavavo piuttosto bene, da mezzala. Finchè non mi ruppi un ginocchio e da allora m'è rimasto solo il jazz".

Ma del Napoli di Sarri non si perde una partita: "Quando capita che sono fuori per suonare in coincidenza con la partita - confessa - me la registro e poi me la vedo quando torno a casa all'una di notte".

Il calcio e la musica hanno qualcosa in comune: "È tutto di prima. Il ritmo è così veloce". Semplice, no?

Collaudato da tempo l'affiatamento con i musicisti al suo fianco: "Con Gegè Munari abbiamo subito trovato un grande feeling" conferma Ettore Carucci, pianista pugliese di Taranto, studi musicali iniziati già a sei anni ma convertito al jazz solo dopo i vent'anni.

Herbie Hancock il suo modello: un jazz tradizionale suonato in maniera moderna, ecco. La scaletta preparata per Napoli prevede standard tradizionali americani ma rivisitati in chiave jazzistica moderna.

Appuntamento intorno al palco della Torretta alle 21,30 per il break enogastronomico perché alle 22, come d'abitudine, spazio alle note.
13/2/2018
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