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Recensioni
Addio ai Fantasmi, un libro di Nadia Terranova
di Giovanna D'Arbitrio

Addio ai Fantasmi, di Nadia Terranova, stato presentato mercoled 22 gennaio 2020 alle 18.30 presso la Libreria Raffaello (via Michele Kerbaker, 35). Il dibattito tra lautrice e il Club dei Lettori stato condotto da Enza Alfano che ha pregato lautrice di presentare in breve la sua opera per poi dare ampio spazio al dibattito con i membri del Club dei lettori.



Durante linteressante dialogo tra lettori e autrice non solo sono stati messi in rilievo i pregi del libro, ma anche significativi dettagli che hanno consentito un approfondimento di trama, personaggi e background socio-culturale.



Come ha sottolineato lautrice, il libro il racconto ossessivo del dolore della scomparsa del padre di Ida, un fantasma che condiziona la vita della protagonista.

Ho letto il libro con attenzione cominciando, come mia abitudine, dal risvolto anteriore di copertina sul quale si legge Fra il tramonto e la cena, l'assenza di mio padre tornava a visitarmi. Aprivo il balcone sperando che il temporale filtrasse dai soffitti e squarciasse le crepe sul muro, supplicavo la tramontana di trasformarsi in uragano e rovesciare in terra l'orologio e le sedie, all'aria il letto, i cuscini, le lenzuola. Non vuoi sapere che sono diventata grande, non ti interessa? - chiedevo - e nessuno rispondeva.

Segue la dedica ai sopravvissuti con una bella citazione tratta da Infanzia di N. Ginzburg sulle case della media borghesia, n ricche n povere che in effetti serve a introdurre il racconto che poi sulla quarta di copertina viene cos sintetizzato: "Ida appena sbarcata a Messina, la sua citt natale: la madre l'ha richiamata in vista della ristrutturazione dell'appartamento di famiglia, che vuole mettere in vendita.

Circondata di nuovo dagli oggetti di sempre, di fronte ai quali deve scegliere cosa tenere e cosa buttare, costretta a fare i conti con il trauma che l'ha segnata quando era solo una ragazzina.

Ventitre anni prima suo padre scomparso. Non morto: semplicemente una mattina andato via e non pi tornato. Sulla mancanza di quel padre si sono imperniati i silenzi feroci con la madre, il senso di un'identit fondata sull'anomalia, persino il rapporto con il marito, salvezza e naufragio insieme.

Specchiandosi nell'assenza del corpo paterno, Ida diventata donna nel dominio della paura e nel sospetto verso ogni forma di desiderio. Ma ora che la casa d'infanzia la assedia con i suoi fantasmi, lei deve trovare un modo per spezzare il sortilegio e far uscire il padre di scena.

Una casa tra due mari, il luogo del ritorno. Dentro quelle stanze si incagliata l'esistenza di una donna. Che solo riattraversando la propria storia potr davvero liberarsene.

Nadia Terranova racconta l'ossessione di una perdita, quel corpo a corpo con il passato che ci rende tutti dei sopravvissuti, ciascuno alla propria battaglia per loro che ha messo a punto una scrittura limpida e piana come la voce dei migliori narratori orali; di quelli che catturano lattenzione delluditorio non con la suspense o con lenfasi, ma con la forza invisibile dellemozione condivisa.

Addio fantasmi caratterizzato proprio da questa scrittura sottotono, che non smorza la drammaticit degli eventi narrati, ma ne sottolinea la dimensione quotidiana rendendoceli familiari e crudelmente vicini.

Il libro diviso in tre parti: il nome, Il corpo e la voce. Il nome intorno al quale costruita la prima parte, quello di Sebastiano Laquidara, il padre di Ida, malato di depressione che quando ella aveva tredici anni, una mattina uscito di casa ed scomparso.

Per Ida il ritorno nella casa di Messina unesperienza opprimente, poich a tale scomparsa lei e sua madre hanno reagito con il silenzio, nella messa in scena di una fittizia normalit.

E il nome taciuto si vendica diventando invasivo: Il nome di mio padre restava nel piatto della cena, si nascondeva nella frutta decomposta della credenza (); luomo che era stato mio padre guardava la nostra vita e avrebbe continuato a farlo per sempre.

La seconda parte focalizzata sullassenza del suo corpo. Ida ne prende coscienza e afferma: Io e mia madre avremmo dovuto semplicemente posare una forchetta e dire luna allaltra: se n andato (). Mescolare le nostre lacrime con lolio e il grasso della bistecca, nominare il corpo di mio padre, creargli una tomba fatta di frasi e anche di pianti, se necessario. Non lavevamo fatto, e la sua bara era rimasta dappertutto.

Lassenza del corpo del padre condiziona Ida che tende a svalutare la sua stessa fisicit, quando pensa dopo un rapporto sessuale occasionale che se una cosa accaduta al corpo, allora non accaduta davvero. Insomma se il corpo del padre sparito nel nulla, forse nessun corpo ha valore.

Per quanto riguarda la sua voce e il suo profumo, invece, Ida ha cercato di salvarli, a imprigionandoli nella scatola rossa in cui ha chiuso un vecchio nastro registrato e una pipa che conserva lodore del tabacco.

E altre due voci irrompono nella vita di allimprovviso Ida, demolendo il muro di difesa eretto per preservare la sua infelicit: la voce della sua migliore amica di un tempo, Sara, e quella di Nikos, un giovane appena conosciuto.

Chiusa nel suo dolore, Ida non ha saputo partecipare in passato alla sofferenza di Sara durante un aborto ed ora che pi disponibile a confortare Nikos, sconvolto per la morte della sua ragazza in un incidente, egli purtroppo sceglie di suicidarsi.

Le ultime pagine del drammatico Addio fantasmi, si chiudono con un finale catartico e liberatorio, inducendoci ad aprirci al dolore degli altri, i quanto esso ci pu aiutare ad uscire dallimmobilit di un lutto, poich in fondo tutti possiamo considerarci dei sopravvissuti che hanno subito perdite di persone care in questo breve percorso terreno, pi volte nel libro paragonato ad un Augenblick, un battito di ciglia.

Finalista al Premio Strega 2019, il romanzo anche vincitore del Premio Martoglio, del Premio Subiaco Citt del libro, del Premio Alassio Centolibri.

Nadia Terranova nata a Messina nel 1978 e vive a Roma. Ha pubblicato cinque libri per ragazzi tra cui Bruno il bambino che impar a volare (Orecchio acerbo, 2012, dedicato alla vita di Bruno Schulz, e Le nuvole per terra (Einaudi Ragazzi, 2015). Ha esordito nel romanzo nel 2015 con Gli anni al contrario, vincitore del Bagutta Opera Prima e altri premi. Collabora con diverse riviste.



23/1/2020
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