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Bravo De Laurentiis presente in Trentino
di Mimmo Carratelli (da: Roma del 10.07.2018)
Pronti, via. Dimaro terra di ex sogni e di nuove chimere. Se Ancelotti suona, canteranno le azzurre schiere.

Si sale in Trentino, come abitudine da otto anni. Due anni con Mazzarri e Cavani, due con Benitez e Higuain, tre con Sarri passando dal Pipita a Mertens.

Quelli erano tempi. Le magie di De Laurentiis nel pescare lallenatore giusto e gli acquisti da Champions.

Si cambia. Tutto nuovo con Ancelotti. Allenamenti, modulo di gioco, spogliatoio, obiettivi, acquisti. Il presidente afferra il momento particolare.

Se non una svolta, poco ci manca. E, allora, eccolo a Dimaro. Seguir personalmente la preparazione. Cos ha detto. Decisione saggia, responsabile, di cuore.

De Laurentiis sar il garante della svolta. Star vicino al nuovo allenatore. Far sentire la sua presenza ai giocatori. importante. Un presidente che scende in campo. Mai cos prima dora.

Il feeling con Sarri s rotto, semmai sia stato pieno e sincero. Il ciclo della squadra, rilanciata dopo la cessione di Higuain, al culmine dei 91 punti ha raggiunto il massimo.

Difficile ripetersi, difficile migliorare. Il cambio di rotta era obbligatorio. De Laurentiis lha risolto ingaggiando Ancelotti. Un colpo a sorpresa. Unaltra brillante soluzione per andare avanti.

Ma Ancelotti non e non pu essere tutto. La svolta presenta molte incognite. La fortuna, che ha sempre assistito De Laurentiis, pu limitare i rischi del cambiamento mentre la campagna-acquisti, sinora, ha solo riempito i buchi aperti dai trasferimenti di Reina e Jorginho.

La squadra rimane (forse) sui livelli di questi ultimi anni, ma c da tenere conto che lo slancio di entusiasmo si esaurito alla fine della gestione Sarri, appesantito dalla delusione per lo scudetto mancato.

Il lavoro pi difficile e urgente scuotere lo spogliatoio, rinnovarne le motivazioni, puntare su obiettivi credibili escludendo voli di fantasia per evitare cadute di tensione alle prime contrariet. La presenza di De Laurentiis a Dimaro serve anche a questo.

Ancelotti assicura una guida tranquilla, saggia, esperta. Non ci saranno choc. Ma la squadra di Sarri non c pi, non ci sar pi lo stesso spirito e cambier il modo di giocare.

I famosi titolarissimi, se mai dovessero giocare ancora insieme, dovranno assorbire nuovi metodi di allenamento e una nuova strategia di gioco. Ancelotti diverso da Sarri.

I nuovi acquisti, risolto il ruolo del portiere, chiedono campo. Simone Verdi e Fabian Ruiz non sembrano destinati alla panchina. Sarebbe un controsenso per quanto sono costati. Ed ecco che non si ricomincer dai titolarissimi e dalle precedenti certezze.

Il gioco non sar pi lo stesso e una manovra meno insistita e pi veloce, meno a girotondo e pi incisiva, pi verticale, richiede allenamenti specifici ai quali dovr corrispondere una adeguata risposta dei giocatori.

Era totale nei confronti degli allenamenti maniacali di Sarri. Limpegno e la tensione non dovranno essere minori se la preparazione dovesse essere meno ossessiva.

Se Ancelotti punta al 4-2-3-1, che il suo modulo preferito, nessun dubbio per la difesa, Milik o Inglese punta avanzata, Allan e Fabian Ruiz sulla linea mediana. Dovranno essere trovate le migliori soluzioni per il terzetto dietro la prima punta.

Se Verdi (20 milioni) deve andare in campo e Ancelotti non rinuncer al contributo tattico di Callejon, lo spagnolo e Insigne sugli esterni e Verdi al centro. Fuori Mertens o staffetta con Insigne, fuori Hamsik.

Se Verdi parte sullesterno destro, con Insigne a sinistra, qualcuno prevede Mertens al centro oppure Hamsik. Fuori Callejon. Insomma, non c una maglia da titolare scontata per Callejon, Mertens e Hamsik.

In ogni caso, risulterebbero in panchina quegli azzurri che De Laurentiis, con Sarri, pretendeva che giocassero di pi (Rog, Diawara, Ounes). E Zielinski? Dove si collocherebbe il polacco sullo scacchiere di Ancelotti, 4-2-3-1 o 4-4-2 che sar?

Non sembra che il 4-3-3 sia nelle corde del tecnico emiliano anche se, nelle prime battute, Ancelotti dichiar che avrebbe cominciato da Sarri, cio senza rivoluzioni.

Sar allora la stessa squadra di Sarri, ma con meno palleggio e pi verticalizzazioni per il gol? In questo caso, i nuovi acquisti e gli ex titolarissimi entrerebbero nel giro delle sostituzioni in corso di partita.

Modulo variabile, ecco quale sar la vera novit di Ancelotti.

De Laurentiis, da presidente attivo a Dimaro, conoscendo gli azzurri pi di Ancelotti, contribuir ad avviare il nuovo corso, mentre non escluso un colpo di mercato prima della chiusura dei trasferimenti.

Altrimenti lunico top-player del Napoli rimarr De Laurentiis.
10/7/2018
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