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Cultura
Lascia che ti racconti
Storie per imparare a vivere
di M. Gabriella Nicolini Sassoli
E' appena uscito, edito da Rizzoli, il libro dello psicanalista argentino Jorge Bucay, tradotto in italiano da Michela Finassi Parolo, nella collana "Saggi". Una traduzione che molti attendevano, soprattutto coloro che avevano già avuto occasione di leggere e commentare le precedenti opere in spagnolo di questo brillante conversatore argentino, che ha già conquistato milioni di lettori nel mondo.

La prima storia è legata al "caso" dell'elefante. L'autore si chiede come mai un elefante del circo, pur forte e imponente, non sappia liberarsi dalle catene che lo tengono legato a minuscoli paletti, appena conficcati nel terreno...

"Se lo chiedeva un bimbo di sei anni, ma non trovava risposte. Diventato grande, ha intuito che l'elefante deve essere stato abituato da piccolo a quelle catene, quando certo erano più forti di lui. Così è ancora convinto di non potercela fare solo perché qualcuno gliel'ha messo in testa fin da cucciolo, tarpandogli per sempre ogni speranza di libertà. Il bambino che si faceva quella domanda oggi è uno psicoterapeuta e un autore di libri di successo in mezzo mondo: Jorge Bucay, un uomo dai modi rassicuranti ma anche un po' indisponenti. Ed è in lui che si imbatte il giovane Demian, un ragazzo curioso e inquieto che vuole conoscere meglio se stesso e il mondo che lo circonda. Il grande Jorge (il gordo,... il ciccione, come lo chiama Demian) lo aiuta a trovare le risposte che va cercando. Ma lo fa a modo suo: ogni giorno gli racconta una storia diversa. Sono storie classiche, moderne o popolari (ispirate alla tradizione cinese e a quella talmudica, ad autori come De Mello o a scrittori come Rajneesh o Giovanni Papini) che lo psicoanalista ha reinventato per aiutare il giovane amico a risolvere alcuni dubbi e porsene di nuovi. Storie che possono servire a tutti per comprendere meglio come siamo fatti, e come si formano le nostre relazioni con gli altri, i nostri desideri e le nostre paure. Ogni racconto, come suggerisce l'autore, è un piccolo sasso da sollevare per riportare alla luce la pietra preziosa che abbiamo perso e che ci restituirà il senso profondo della vita. Ogni racconto ci aiuta a scoprire che non abbiamo bisogno forse di uno psicoterapeuta, né di un padre che ci accudisca, ma di un maestro che ci indichi in quale punto del cammino ci siamo smarriti, magari con una storia: perché il compito di cercare nel profondo di ogni racconto il diamante nascosto è affidato a ognuno di noi".

Giusto il commento del giornale "La Vanguardia" : ".... questo uomo saggio, amabile e ottimista possiede la virtù di rendere semplice ciò che è complicato."

Un libro da leggere (e da rileggere) per imparare a conoscersi e a riconoscersi. Un dialogo serrato, a volte penoso per entrambi i protagonisti del percorso attraverso l'inconscio, che si sdoppia in mille altre storie diverse, facendoci sentire partecipi di un'analisi che non è solo psicoanalitica, ma che trascende i problemi personali per diventare un messaggio più valido e universale.
5/11/2004
  
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